Settimana dell’educazione specializzata, dell’autismo, della SDA (Sindrome del Deficit dell’Attenzione), della dislessia e della sensibilizzazione

Ho trovato quanto segue su Facebook.
L’appello è stato riportato da mia nipote Alessandra che lavora splendidamente nell’ambito del sociale:
“Qualcuno è disposto a pubblicare questo messaggio e lasciarlo sulla propria bacheca per un’ora? È la settimana dell’educazione specializzata, dell’autismo, della SDA (sindrome del deficit dell’attenzione), dislessia e della sensibilizzazione. È in onore di tutti i bambini che lottano tutti i giorni per averla vinta,come per coloro che li aiutano e li supportano…. ….Grazie”
Dal momento che sono docente “fino al midollo” non solo accolgo l’appello, ma vorrei dare delle definizioni sull’autismo, l’SDA e la dislessia: del resto il compito principale del mio lavoro è sempre stato quello di sensibilizzare le persone su quanto ci circonda e di rimandare alle relative cause.
L’AUTISMO prevede a volte una carenza dell’immaginazione e dell’imitazione. I movimenti di queste persone sono spesso stereotipati e privi di senso. Le relazioni sociali, della comunicazione e dei meccanismi emozionali sono purtroppo abbastanza carenti: sembrano assenti ma non è così in quanto possono essere ipersensibili a particolari stimoli e poi comprendono spesso i rapporti che intercorrono tra le persone e gli avvenimenti.

Vorrei anche scrivere sulle persone down il cui nome deriva da John Langdon Down che ha descritto la patologia nel 1862, usando il termine mongoloidismo a causa dei tratti somatici del viso dei pazienti che richiama quelli delle popolazioni asiatiche orientali, quali i mongoli. Per fortuna tale termine, secondo me, razzista, non è più in uso.
Su di loro si sentono molti stereotipi, ma essi sono in gran parte affettuosi e allegri; al contrario di quanto si pensa (possono svolgere solo lavori ripetitivi) se il clima familiare e sociale è favorevole, possono anche svolgere lavori con macchinari e magari prendere buone iniziative.
Il grosso problema è la possibilità di andare incontro a sordità, malattie cardio-vascolari, leucemia, invecchiamento precoce e diabete.

Giusto una notizia per inciso: l’Associazione italiana Persone Down (www.aipd.it.) sezione di Cosenza, in collaborazione con laboratori di oggettistica ha allestito le BOMBONIERE SOLIDALI, oltre a specifiche pergamene che, come affermano, sono “”tutti speciali ed unici come i ragazzi dell’ Associazione””.

La persona SDA spesso non riesce a prestare attenzione , è irrequieto , lavora in maniera
disordinata e ha inoltre delle notevoli difficoltà in compiti che richiedono un elevato livello di
concentrazione.
La difficoltà di concentrazione e l’ impulsività si traducono nell’ incapacità di seguire le istruzioni , nella disorganizzazione delle attività di gioco e di lavoro e nella difficoltà di svolgere compiti impegnativi da eseguirsi secondo una sequenza di azioni ben precisa.
Una terza area di problemi, caratteristica di alcuni soggetti con SDA, ma non di tutti, è rappresentata dall’iperattività, descritta come l’ eccessivo correre, il saltare, l’ arrampicarsi, il non riuscire a stare seduti,ecc.
Il linguaggio, quando è presente (circa il 50% dei casi) è ripetitivo (ecolalico: ripete involontariamente, come un’eco, parole o frasi pronunciate da altre persone), è caratterizzato dall’uso di frasi senza significato o fuori dal contesto, però spesso si fa capire con la mimica e i gesti.

Infine la dislessia (termine che deriva dal greco δυσλεξία e significa “difficoltà nella capacità di leggere le parole”), un disturbo genetico che colpisce non solo i bambini e i ragazzi, come pensano in tanti, ma anche gli adulti nella stessa percentuale che colpisce i più giovani (circa il 5% della popolazione).
Le difficoltà di apprendimento causate dalla dislessia si manifestano con inversioni di lettere (“la” anziché “al”), scambio di lettere simmetriche (“p” anziché “q”), troncamenti di simboli grafici, lentezza nella lettura e difficoltà con l’utilizzo della memoria a breve termine.

Ma le persone dislessiche hanno una intelligenza normale ed in molti settori possono dunque dimostrare di avere un livello intellettivo normale, buono e anche ottimo. Del resto Leonardo, Newton, Napoleone, Einstein, Picasso e tante altre persone notevoli erano dislessiche!


Voglio concludere su:
la sensibilizzazione verso i disabili.
Quante volte abbiamo visto auto parcheggiate davanti allo scivolo per le carrozzelle dei disabili, quanti mezzi pubblici non danno la possibilità ai diversamente abili di utilizzarli, quante barriere architettoniche negli edifici privati e pubblici!!!
E le auto che parcheggiano nel posto riservato ai disabili?
Il sito di Città consapevole ha lanciato questo slogan:
“vuoi il mio posto? prenditi il mio handicap!” e stampato il seguente manifestino:

C’è tanta, indifferenza e gli insensibili sono ancora troppi!

7 Risposte to “Settimana dell’educazione specializzata, dell’autismo, della SDA (Sindrome del Deficit dell’Attenzione), della dislessia e della sensibilizzazione”

  1. Settimana dell’educazione specializzata, dell’autismo, della dislessia, della sindrome da deficit di attenzione e della sensibilizzazione « Gabriella Giudici Says:

    […] informazioni sul blog didattico di Gabriella Raffaele. 43.110701 12.389172 Share this:FacebookLike this:LikeBe the first to like this […]

  2. mariasperanzaperna Says:

    Sono d’accordo su tutto, tranne su una cosa: questi ragazzi (in classe ho una ragazza dislessica), non dovrebbero avere una programmazione differenziata? La mia a lunna comprende poco, ha carenzedi lessico, non sa esporre i concetti fondamentali… Nonostante io la interroghi in Italiano (insegno francese), lei non sa ripetere neppure concetti di base. Da due anni è seguita da un’insegnante di sostegno, ma entrambe hanno chiesto la programmazione della classe. Mi chiedo: come affronterà l’esame di Stato? Non sarebbe meglio farle seguire una programmazione differenziata? la ragazza ha diciotto anni, fino al terzo anno seguiva la differenziata, datemi unparere, ciao, Spes

    • gabriellaraffaele Says:

      Penso proprio che il/la ragazza dovrebbe essere seguita in modo mirato: Ma poi mi chiedo, non essendo una psicologa – ma tanto richiedono ai docenti – Newton, Napoleone, Einstein, Picasso e gli altri, come hanno fatto a diventare quello che sono stati?

  3. Rovere Alessandra Says:

    Zia sono davvero strabiliata! Hai scritto un articolo bellissimo, hai raccolto informazioni, hai sensibilizzato. Un gesto splendido, credimi. Grazie ancora 🙂

    • gabriellaraffaele Says:

      Sono contenta davvero!
      ho sempre ammirato te e chiara che lavorate nel sociale: io ho svolto un lavoro diverso, ma ti assicuro che sono sempre stata sensibilissima verso questi problemi
      Un abbraccio forte a te e a tutti da zio Renato e da me

  4. Alessandra Baffetti Says:

    Anch’io ho condiviso l’appello su facebook e mi sono trovata a cercare notizie più precise. Una webtv locale ha letto il mio post e mi ha chiesto di poter essere utile. Ho pensato che sarebbe una bella occasione, anche solo a livello d’informazione e sensibilizzazione ed ho scelto questa pagina da inviare ed eventualmente pubblicare. Spero con questo di poter, nel mio piccolo, aiutare i genitori, che spesso fanno gli struzzi, a riconoscere i sintomi di autismo, dislessia ecc. senza averne paura. Lavoro come collaboratore scolastico da più di vent’anni e spesso ho assistito asituazione di questo genere.

    • gabriellaraffaele Says:

      Sì! penso che sensibilizzare sia davvero importante: le mie due nipoti che lavorano nel sociale, ed altre persone che vivono tutto questo (senza fare gli struzzi, ma al contrario con grande forza e tanti buoni risultati) mi hanno resa ancor più sensibile al problema…..Sono stata docente per 40 anni nelle scuole superiori e finché ho lavorato (2005) , non mi sono capitati casi: prima i ragazzi cosiddetti “handicappati” se li tenevano purtroppo a casa come se provassero vergogna – terribile!!!
      Una sola volta agli esami di maturità sono stata costretta , e ribadisco “costretta”, ad esaminare una candidata sorda che si esprimeva con pochissime parole poco comprensibili. Purtroppo l’assistente non si impegnava a stabilire un contatto tra me e la ragazza. Mi sono limitata ad approvare quanto tentava di dirmi, ma ne sono uscita sconvolta!
      Grazie per il suo interessamento: mi faccia sapere qualcosa di più preciso.
      Cordialmente
      Gabriella

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