Il 17 marzo napoletano

Tra le situazioni tragiche che stiamo vivendo in questo periodo (Giappone, tra terremoto, tsunami e fughe radioattive, il Nordafrica, in rivolta con terribili bagni di sangue, la situazione italiana che scende sempre più nel baratro per non parlare dei giornalieri problemi che noi napoletani dobbiamo affrontare) c’è stato un attimo di respiro che abbiamo goduto nell’ambito del 17 marzo, il 150.mo anniversario dell’Unità d’Italia che è stato celebrato con entusiasmo, sventolio di migliaia di bandiere e meravigliosi ricordi storici, specie quelli che non cadevano nella retorica. Non tutto è andato nel verso giusto, come la pioggia serale che ha rovinato la manifestazione di Piazza Dante, o la contromanifestazione dei neoborbonici….
La prima immagine proviene dalla fotocronaca di Carlo Caregnato

La seconda ritrae la contromanifestazione dei neoborbonici

Tornando al mattino, con mio marito e i miei amici sono andata in piazza del Plebiscito dove tra fanfare, gonfaloni e la banda che ha suonato, tra l’altro, l’inno di Mameli, abbiamo trascorso bellissime ore. Sembrava che partecipasse anche il tempo, imbronciato sì, ma senza pioggia!
Nei giorni precedenti però i leghisti e la destra avevano tentato di rovinarci la festa, prima facendo un’ignobile resistenza per far proclamare il 17 marzo festa nazionale, poi accusandoci che un tempo noi non nominavamo nemmeno, la parola “patria” e che la bandiera non destava più entusiasmo….
Per rispondere, vorrei dare voce a Gennaro Carotenuto citando alcuni stralci di un suo splendido articolo dal titolo: “Lo strano caso del tricolore alle finestre

La bandiera sul nostro terrazzo


Mi scuso con l’autore se, per ragioni di spazio, ho tagliato tanti punti ugualmente importanti. Per questo rimando i lettori al suo sito: http://www.gennarocarotenuto.it
(…) In tale amoralità diffusa resta da interpretare la novità di quelle bandiere appese alle finestre. Queste fanno apparire una scommessa vinta quella di quanti, Napolitano, ma anche Giuliano Amato tra i politici di primo piano, hanno scelto di celebrare il 17 marzo come festa nazionale sulla scia della rivalorizzazione di simboli patrii inaugurata da Carlo Azeglio Ciampi per contrastare con simboli unificanti l’eversione leghista allegramente cooptata dalla politica romana. (…) Cosa ha animato chi il tricolore ha esposto, dai balconi come dalle vetrine? Vuoto conformismo? Neo-nazionalismo? Orgoglio per glorie passate di fronte alle meschinità presenti? (…)
(…) Ci hanno detto che è solo in un ritrovato senso della cittadinanza che l’Italia può farcela…..

Alzabandiera in Piazza del Plebiscito


Prima di concludere con la pubblicazione di gradevolissime immagini sulla giornata di ieri, vorrei far notare il bagno di folla esultante per il nostro Presidente Napolitano il quale, con il suo stile sempre perfetto, ha voluto ignorare che dietro a lui la folla urlava contro il Presidente del Consiglio.

Una bandiera sventola sul Palazzo Reale

La fantasia dei napoletani


Cassatine tricolore


Piazza Dante

2 Risposte to “Il 17 marzo napoletano”

  1. antonio Says:

    i filoborbonici sono patetici ( e in verità un pò fessacchiotti) però sono tutti tifosi del Napoli!
    i leghisti sono come i filoborbonici senza essere nemmeno tifosi del Napoli. però ci hanno fatto fare una bella festa dei 150 e d’ora in poi nelle manifestazioni accanto alle gloriose bandiere rosse saranno sempre più presenti gli allegri tricolori.
    Forza azzurri!!

    • gabriellaraffaele Says:

      Veramente i leghisti hanno provato in tutti i modi di distruggerci la festa, per il loro odio contro l’unità d’Italia….
      Per fortuna non ci sono riusciti:-)

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