Dilma Rousseff, nuovo presidente del Brasile

Premesso che non voglio apparire un’esperta di America del Centro-Sud, posso però affermare che la lunga amicizia ricca di momenti culturali davvero speciali, con Ugo Stornaiolo (autore di numerosi e interessanti libri sull’Ecuador, sull’America Latina e tanto altro) e lo splendido filling culturale (oltre che affettivo) con Gennaro Carotenuto (si veda il suo ottimo sito http://www.gennarocarotenuto.it del quale riproduco la pagina iniziale di oggi), mi danno la possibilità di parlare di un grande avvenimento: l’elezione a presidente del Brasile di Dilma Rousseff, candidata del Partito dei Lavoratori:
Luiz Inácio Lula da Silva non poteva avere un successore migliore!
Dilma è nata a Belo Horizonte, nello Stato di Minas Gerais, nel 1947, ed è figlia di un immigrato bulgaro naturalizzato brasiliano che da imprenditore ed avvocato, aveva avuto rapidamente fortuna in Brasile

Apro una parentesi a tal proposito:  stamani, nel programma di Radio 3, “Tutta la città ne parla”, Gennaro è intervenuto, quale esperto dei problema dell’America Latina. Ha affermato che la Rousseff è il terzo Presidente di una delle sette/otto potenze economiche,  è un’emigrata di seconda generazione come Barach Obama e come Nicolas Sarkozy

Ha avuto una giovinezza agiata e poi, secondo testimoni dell’epoca, anche la lettura del libro “Rivoluzione nella Rivoluzione?” di Régis Debray, l’intellettuale francese che fu guerrigliero in America latina e braccio destro di Che Guevara, ispirò le sue scelte politiche.

Nel 1964, in seguito al colpo di stato militare, entrò nell’organizzazione Polop (Organização Revolucionária Marxista – Política Operária), Più tardi, a causa di contrasti interni, la fazione si staccò dal Polop, formando una nuova organizzazione chiamata Colina (Comando de Libertação Nacional).In poco tempo, grazie alle sue riconosciute doti di leadership, Dilma divenne uno dei capi dell’organizzazione, emergendo come una delle pochissime donne con ruoli di comando Nel 1969 iniziò a vivere in clandestinità, abbandonando gli studi di Economia all’Università Federale di Minas Gerais e assumendo un ruolo molto importante. Secondo i suoi compagni dell’epoca, Dilma era in grado di dare ordini e mettere a tacere uomini molto più anziani ed esperti di lei.
Nel 1970 venne arrestata e ripetutamente torturata dalla polizia politica. Uscì dal carcere due anni dopo, con 10 chili in meno e un problema alla tiroide, che tempo dopo si trasformerà in un cancro. Ricominciò a studiare, nel 1977 si laureò in economia all’Università Federale del Rio Grande del Sud, Negli anni ’80, con la fine della dittatura militare, Dilma iniziò la sua carriera politica. Nel 1985 venne nominata assessore alle Finanze nel comune di Porto Alegre e nel 1990 segretario per l’Energia, Miniere e Comunicazioni nello Stato del Rio Grande del Sud.
Agli inizi degli anni 2000 le sue capacità vennero notate dall’allora candidato alla presidenza Luiz Inacio Lula da Silva, che a sorpresa, dopo la vittoria alle elezioni del 2002, la nominò ministro dell’Energia. Durante il suo mandato, Dilma diede il via ad un forte piano di investimenti per aumentare il ruolo dello stato nella produzione energetica brasiliana e diverse campagne per favorire la popolazione più povera, come il programma “Luce per tutti”.
Dal suo temperamento forte e determinato, deriva la grande stima che il presidente Lula nutre nei suoi confronti, così come il rispetto di tutti i leader politici brasiliani, anche dell’opposizione. Famosa la dichiarazione pubblica del “Presidente Operaio”, in cui ammetteva che Dilma aveva un carattere così forte che “a volte lo maltrattava”.
Ancora Gennaro Carotenuto:”Nel primo turno, in corsa per la presidenza, c’era un’altra donna, anche lei vicina a Lula, Marina Silva, ma aveva rotto con lui per una sorta di contrasto sul tipo di modello di sviluppo. La Silva con una storia altrettanto interessante, donna nera, donna che aveva imparato a leggere e a scrivere a 14 anni e che a 23 era già laureata, una donna dell’Amazzonia, una donna dalla famiglia poverissima che ha fatto un grandissimo processo di ascensione sociale. Con la sua storia ella era l’”ambientalista”per antonomasia che proprio con Dilma Rousseff allora ministro delle miniere, si scontrava spesso ad esempio su come si poteva ricavare energia dall’agricoltura.
Tornando alla nuova Presidente, c’è da ricordare che con la sua forza d’animo, ha affrontato e sconfitto cancro alla tiroide nel 2009. Per questo si è sottoposta ad un aggressivo trattamento di chemioterapia e di radioterapia,
Dilma ha basato la sua campagna elettorale sulla continuità con l’azione di governo del suo predecessore, sulla crescita economica del Brasile e sulla riduzione delle differenze sociali. Gran parte del suo capitale politico deriva direttamente dalla sua forte vicinanza a Lula,
Appena eletta, ha annunciato che il suo governo aumenterà e amplierà i programmi sociali già in atto e proseguirà nell’ampio programma di realizzazione di opere pubbliche lanciate dall’amministrazione Lula.

Riprendo una connotazione dal programma di Radio 3, nota che faccio mia:
in Italia purtroppo il ruolo politico delle donne non riesce a decollare, proprio mentre nel campo economico Emma Marcegaglia mostra la sua forza di determinazione e nel campo Sindacale, mercoledì 3, Susanna Camusso prenderà le redini della C.G.I.L.

Susanna Camusso

Così Niki Vendola
“ In quello che era uno dei Paesi più segnati dalle grandi disuguaglianze, oggi c’è un’euforia e una crescita economica che hanno pochi rivali al mondo Dilma Rousseff , raccoglie un’eredità che l’intero popolo brasiliano potrà e dovrà custodire. A noi piace la sua determinazione e competenza, la sua biografia, segnata dalla tortura e dall’anelito di libertà.”A Dilma va tutto il nostro entusiasmo, che spero possa arrivare come un soffio lontano ma pieno di calore e dolcezza. Se un tempo – conclude Vendola – guardavamo all’America del nord per immaginare il futuro, oggi non possiamo far altro che volgere lo sguardo anche verso i Paesi a sud, e tra questi, il Brasile è davvero un miracolo”.

Tanti auguri Dilma!

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