Tremonti: «Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.»

Ecco come un ministro della nostra Repubblica ha a cuore la cultura.
Manco a dirlo poco dopo ha affermato che la sua era solo “una scherzosa battuta” Molti politici, specie di centro destra fanno delle dichiarazioni da far accapponare la pelle ma poi ritrattano con la solita scusa : “Non mi hanno capito”; “è una battuta”; “bisogna capire il contesto…”
Ma non si può scherzare, quando si fa di tutto per affossare la cultura e con essa la Scuola e l’università pubblica.
Per quanto riguarda quest’ultima, faccio una brevissima sintesi di un articolo di ScuolaOggi, il giornale online di informazione sulla scuola.
Con questo “scherzo” Tremonti, ha deciso di lasciare andare alla deriva l’Università pubblica, ormai immersa nel caos che ha prodotto blocco della didattica, anche se i ricercatori la fanno funzionare ogni giorno nonostante non siamo sicuri di quanto possa accadere domani.

Purtroppo il disprezzo per la cultura e le sue istituzioni pervade tutte le scelte del governo. La vicenda consumatasi in questi giorni sulla riforma universitaria conferma che i tagli varati con la legge 133/08 sono incompatibili con qualsiasi processo di riforma dei sistemi pubblici della conoscenza.
Ma perché si nega l’importanza della cultura?
Un popolo ignorante accetta qualsiasi imposizione venga dall’alto (e ciò fa piacere a certi governanti) Coloro che invece sono abituati a ragionare, porsi i “perché”, coloro cioè hanno recepito gli insegnamenti che Docenti con la “D” maiuscola hanno impartito ponendosi come interlocutori e latori di una cultura profonda rendono una nazione all’avanguardia.
La cultura è patrimonio sociale è disposizione all’azione, alla democrazia, all’uguaglianza.
Una nazione veramente democratica ha bisogno che i cittadini abbiano questi requisiti e i libri sono il mezzo per rendere questo possibile.
Non vorranno distruggere i libri?
Eppure in uno dei tanti spot che il governo elargisce in televisione viene detto testualmente: “Il libro è il cibo della mente”

6 Risposte to “Tremonti: «Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.»”

  1. massimino Says:

    E’ il segno che la cultura e la democrazia sono così intimamente legat, che la seconda non può esistere senza la prima.
    A parte i tanti errori commessi sulla scuola, in passato e da tutti, questo è il segno tangibile di una strategia che tende a ricondurre verso l’analfabetismo un popolo che, nella massa, non avverte alcuna necessità di miglioramento o riscatto!
    E che commento si può lasciare, se non: povera Italia o Italia svegliati?

    • gabriellaraffaele Says:

      Beh, scusa l’ottimismo a oltranza, ma io spero ( o DEVO sperare per…sopravvivere) tanto che l’Italia decida di svegliarsi. per il resto sono molto d’accordo su quanto scrivi nel tuo commento.
      A presto!

  2. maria speranza perna Says:

    Ciao, io non mi stupisco che un ministro di QUESTO governo, si esprima così. Anzi, forse Tremonti non è il peggiore, sa dell’esistenza della “Divina Commeida”. Ho ascoltato, in altre circostanze, scempiaggini peggiori, errori madornali di grammatica,di storia, pronucia insostenibile di lingue straniere (inlgese e francese) e siamo in Europa…Non sto assolvendo Tremonti,anzi, dico che rappresenta l’immagine “migliore” di questo pessimo governo, Spes

  3. giuliana Says:

    “Il bel paese dove il si’ suona”…. Proprio cosi’: avevamo un bel paese, ricco di storia, cultura ed arte, oltre che di bellezze naturali…. e adesso? La cultura va scomparendo, retaggio di pochi illusi volenterosi e, cosa gravissima, c’è un generale e diffuso imbarbarimento. E’ un mondo in cui, chi è vissuto con altri valori, chi ha studiato seriamente ed ha vissuto onestamente, non si può ritrovare. Alle origini di questo fenomeno c’è, sicuramente, lo scadimento della cultura come qualcosa che, ahimè, non produce danaro e, quel che è peggio, mette in mente idee sbagliate, ma si’, inutili grilli per la testa. E allora? Allora giù con TG che raccontano mille volte al giorno come è stata uccisa una povera ragazzina quindicenne, cpmpresi tutti i particolari sulle t((urbe segrete dello zio mandrillo e della cugina delinquente. Con tutto il rispetto per la povera Sara, non ne possiamo più!! E questa non è sottocultura, tv spazzatura, gusto dell’orrido? Cadremo sempre più in basso se Scuola ed Università non saranno fatte con serietà e professionalità e, soprattutto, se i giovani non avranno qualcosa di grande e bello in cui credere (a parte Il Grande fratello, Face- book o il tronista di turno)

  4. Gabriella Says:

    Bellissimo il tuo commento, Giuliana!
    specie perché al tuo giusto pessimismo segue un’idea costruttiva che tutte le persone “DI CULTURA” dovrebbero perseguire: FORZA!!!!!!

  5. Jeffery Says:

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