Altre riflessioni sulla giornata della memoria, oggi, 27 gennaio 2010

Ieri ho inviato ad amici e parenti il messaggio con allegato il file “Sembra impossibile, speditomi da una cara amica.

Oggi, sul mio blog, vorrei aggiungere delle riflessioni non solo mie, ma anche frutto di una ricerca che ho effettuato ultimamente.

Innanzi tutto non riesco a capire perché molte persone, trattando di questa tragica pagina della storia, si sentano in dovere di ricordare altre stragi come quelle compiute dai nazisti dopo l’8 settembre 1943, o quelle di altri dittatori come Stalin, che rimane anch’esso un’agghiacciante figura, come lo sono stati e lo sono ancora oggi tutti i dittatori, da condannare sempre, senza alcun ripensamento.
Ma la Shoah è un’altra cosa, i Gulag sovietici un’altra ancora, il dramma delle Foibe, un’altra vicenda, la strage dei Curdi compiuta da Saddam Hussein e dai suoi adepti, ancora un’altra e via dicendo, fino all’intervento di stamane, durante il programma radio “Prima pagina” che indicava la strage della fame del mondo come quella più terribile di tutti i tempi….

Questi fatti terrificanti vanno ricordati senz’altro, ma a tempo debito e senza sentire il bisogno di confrontarli, perché così si fa torto alle vittime.

È necessario oggi ripensare alla macchina di morte messa in atto dall’esercito nazista:

Questi gelidi numeri dicono moltissimo!

– 6 milioni di ebrei morti nei lager e negli omicidi di massa perpetrati dai tedeschi e da alleati e collaborazionisti
– almeno 300.000 zingari di etnia Rom e Sinti morti nei campi di concentramento (anche se numerose altre stime riportano cifre che potrebbero raggiungere le 800.000 vittime)
– 300.000 esseri umani affetti da qualche tipo di disabilità mentale o fisica “eliminati” in nome dell’eugenetica e dell’”improduttività”
– 100.000 oppositori politici del regime nazista uccisi (in maggioranza comunisti e liberali massoni)
– 25.000 omosessuali
– 5.000 testimoni di Geova

Ecco la conseguenza della la spietata lotta contro la “diversità mentale e fisica”, che ha colpito i disabili fisici e tutti coloro che non corrispondevano ai canoni della normalità mentale: della ripugnanza verso la “diversità sessuale”, che ha portato al massacro degli omosessuali.. dell’astio contro la “diversità del pensiero”, che ha scatenato gli omicidi degli oppositori politici; dell’odio verso la “diversità culturale”, che nei popoli nomadi ha l’esempio più evidente della relatività di un “mondo sedentario”, incapace di comprendere l’esistenza di modi di vivere alternativi ai “nostri”.
E ancora, non ultima, la conseguenza dell’ accanimento contro la”diversità religiosa”, che ha mosso la strage di testimoni di Geova

Tutto questo rende la Shoah unica, diversa da ogni altro genocidio o strage abbia avuto luogo nella Storia.
L’Olocausto  non è stato mosso solo dall’odio o da interessi politici ed economici. E’ stata la più lucida manifestazione della programmazione della morte.
Una macchina dell’orrore finalizzata alla morte dell’ultimo ebreo d’Europa, e se i tedeschi non fossero stati fermati, all’annientamento degli ebrei di tutto il mondo.

Non era solo l’odio il primo motore della Shoah. Ma la maniacalità omicida dell’annientamento, della “soluzione finale” contro la diversità

Purtroppo questa tragedia non viene compresa poiché tutti i popoli d’Europa che ne portano la responsabilità, preferiscono negare anche di fronte ai documenti e alle testimonianze.

Di fronte a questa ignobile scritta è fondamentale non voltarsi dall’altra parte, ma rispondere in modo da smentire in maniera decisa ricordando coloro che hanno datoesempi clamorosi di quanto hanno subito dalla furia nazista.

Anna Frank, serena testimone della tragedia

Innocenza violentata

Primo Levi. Lo scrittore ha sentito il dovere di raccontare la sua tragica esperienza ad Auschwitz. Purtroppo lacerato oltremodo per le violenze subite, nel 1987 si è suicidato: come dire che è stato massacrato due volte...

Logo della mostra su Primo Levi a Bruxelles

Ho ritenuto, per ovvie ragioni, inserire anche in questo articolo sulla shoah inserire molte immagini….

La memoria deve essere rivolta al futuro, deve diventare esercizio attivo, ricordo vivo e ben inserito nel presente. Solo così potremo costruire per il mondo un futuro di pace”.

Claudio Martini Presidente della Regione Toscana

9 Risposte to “Altre riflessioni sulla giornata della memoria, oggi, 27 gennaio 2010”

  1. Giuliana Del Matto Says:

    Brava Gabriella! Sempre presente e precisa nei momenti gravi, quando ci vuole uno scossone e, magari, pensiamo pure le stesse cose, ma siamo presi dalla fretta, da mille cose per noi fondamentali, e spesso inutili, e lei, invece, inesorabile, siede al PC e giù, t’invia l’articolo sull’evento, sul ricordo, feroce e spietata come una mannaia. Va bene cosi’, in questo mondo che corre veloce e che non ha tempo, sei la nst coscienza critica un po’ addormentata e mi auguro di ricevere sempre articoli cosi’ belli e veri. A presto, ciao Gabri! da Giuliana

  2. gabriellaraffaele Says:

    Grazie Giuliana, sei sempre tanto cara….
    Ebbene sì, per me la consolazione di essere stata…… strappata con violenza al mio lavoro viene dal tornare, di tanto in tanto, docente commentando i fatti storici e di attualità come se lo facessi ai miei allievi.
    In ogni caso l’uso giornaliero del computer mi salva dalle angustie di questo periodo.
    Davvero felice che il mio articolo ti sia piaciuto, ti saluto con affetto
    Gabriella

  3. Alberto Pignero Says:

    Pochi giorni fa, mentre facevo delle ricerche sulle origini della mia famiglia ( mio nonno era ebreo), mi sono imbattuto in un sito neonazista che pubblicava i cognomi, tra cui il nostro, delle famiglie ebraiche in Italia, quasi come se proponesse una lista di proscrizione. Nello stesso tempo ho letto tempo fa che un illustre prelato cristiano, un cosidetto lefebvriano, si dichiarava negazionista e che,nonostante questa sua pubblica dichiarazione , il Vaticano si dichiarava pronto a perdonare queste sue pecorelle smarrite.
    E per ultimo, proprio nel giorno della Memoria, il capo religioso ed effettivo capo dell’Iran, Kamenej ha dichiarato che Israele sarà sterminata.
    Potrei citare ancora tanti e tanti esempi di anti semitismo ma vi è stato un episodio che mi ha sollevato da un bieco pessimismo : è l’aver visto il nostro Parlamento, senza divisioni politiche, ideologiche, religiose applaudire in modo convinto Eli Wiesel, applaudendo in lui tutti martiri di quell’atroce genocidio, nel luogo dove furono approvate le leggi razziali.

  4. Gabriella Raffaele Says:

    Sì, caro Alberto, non si ricorda mai abbastanza, quando ci imbattiamo in gentaglia che per volgare arroganza e desiderio di provocazione, osa negare un momento storico tanto agghiacciante.
    Renato mi sta portando i libri su Anna Frank che La Repubblica vende insieme con il giornali: veramente splendidi e tragici allo stesso tempo……
    Nei miei 40 anni di insegnamento della storia, ho sempre svolto una serie di lezioni sulla Shoah, facendo effettuare approfondite ricerche agli studenti: ne vado fiera!
    Ciao a tutti

  5. Giuliana Del Matto Says:

    I lager e le foibe, due, insieme a tanti altri, luoghi di sofferenza, solitudine, sterminio.”Mai più cosi'”…. Questo lo slogan, ma sarà poi vero? Qualche anno fa,ad Amsterdam, ho visitato la casa, descritta nel diario, dove è stata nascosta Anna Frank. Ricordo di essermi fermata davanti alla famosa porta girevole che nascondeva il rifugio segreto di Anna e famiglia. Cosi’, li’ davanti, mi sono fermata ed Anna, in quel momento, era con me, con i suoi teneri 15 anni, i suoi sogni, il suo primo, tenero amore. Ecco, quel viaggio, bellissimo per tante altre soste, rimarrà nel mio ricordo legato per sempre a quella porta chiusa ed alla tragedia di tutto un popolo.

  6. Gabriella Raffaele Says:

    Cara Giuliana quando si pensa agli orrori che hanno commesso persone, che non è lecito chiamare “umane” sterminando un numero spaventoso di vite, mi sento piccola piccola e i miei problemi sembrerebbero annegare in questo mare di tragedie. Eppure non è così: sento intensamente che i miei problemi si assommano agli altri e mi sento ancora peggio.
    Quando sono stata investita (comunque nel mio piccolo) mi innervosivo quando mi dicevano che ero stata fortunata, che potevo morire… ebbene, nella grande tragedia, come si doveva sentire una persona che era sopravvissuta alla crudeltà del lagher, se le avvessero detto: “Sei stato fortunata, gli altri sono morti…”.
    Ma questo è un mio piccolo sfogo… ora voglio dirti che è bellissimo quello che hai scritto nel tuo commento, spero solo che quel “mai più così” col tempo possa prendere i sovravvento su quella gente spregevole che si permette di negare gli stermini, da qualunque parte vengano.
    Ciao, a presto

  7. andrea cavallaro Says:

    A quel tempo vi erano quattro categorie di persone: i carnefici, le persone da sopprimere, gli indifferenti e i partigiani. Io voglio essere discendente delle vittime, di quelle persone che il mondo di allora non reputava degna la loro esistenza, non voglio far parte di quelli che pur non essendo carnefici giravano la testa dall’altra parte per non vedere o per non sapere pensando di salvare loro stessi. Salvarsi da cosa? Non si salvavano ma sopravvivevano in un mondo di orrore, non voglio essere un discendente dei partigiani, loro hanno fatto una scelta “potevono scegliere” e hanno scielto contro il regime, no io voglio far parte di quegli ebrei, zingari, disabili e malati mentali, non potendo scegliere io, è il mondo che mi circonda che deve scegliere se è degno o non è degno di esistere. Chi odia non è una persona utile, chi sopprime non è una persona utile, è il mondo di allora che non era degno di loro per questo avrei preferito andarmene via come sono andati via loro almeno sarei esistito per lasciare un segno nella coscienza del mondo che sarebbe venuto dopo sperando che questo monda possa essere degno di esistere perchè ha imparato ad amare!

    • gabriellaraffaele Says:

      Anche se non ti conosco, mi piace rispondere a questo meraviglioso commento…
      Mi trovi assolutamente d’accordo; solo che mi preoccupano le vicende italiane di oggi che non possono portare a nulla di buono

      • Gabriella Says:

        grazie ancora di aver inserito anche nell’articolo dello scorso anno sulla Shoà, le tue belle riflessioni

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