Brunetta, il ministro della scortesia, impone la gentilezza, per legge, agli impiegati


Così tra gli altri, Francesco Merlo su La Repubblica di ieri, 29 novembre, ha commentato questa nuova “grande idea” dell’ineffabile Ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

Chi vi parla ha fatto della sua professione di docente un concentrato di ricerca, di lavoro oltre l’orario prestabilito e di rapporto vivo e affettuoso con gli studenti.
Chiedo scusa se racconto un fatto che mi riguarda personalmente, ma può essere un’indicazione
Molti anni fa sono stata assegnata per un errore materiale del Provveditorato ad una scuola di estrema periferia, molto disagevole da raggiungere. L’atmosfera dell’Istituto era resa terribile da un preside decisamente fuori di testa e molto portato alla rissa.
Ovviamente mi sono affrettata a produrre ricorso e dopo poco più di un mese ho avuto una nuova assegnazione in città.
Tempo dopo ho incontrato un collega della precedente scuola il quale mi ha detto – testuali parole – “ Gli alunni ti rimpiangono e mi chiedono perché è andata via la professoressa di Italiano così gentile e sempre sorridente….”
È un semplice aneddoto che molti altri statali, nel proprio ambito potrebbero raccontare, ma sembra una risposta al ministro Brunetta.

Con questo non dico che tutti gli impiegati pubblici siano perfetti, ma quando si fa di “ogni erba un fascio” è lì che si sbaglia di grosso, è lì che avremmo tutto il diritto di arrabbiarci seriamente.

Ma prima di continuare sulla linea di cui sopra, mi preme chiarire che da quando Brunetta è diventato ministro è oggetto di ironia e addirittura di sarcasmo.
È stato scritto che D’Alema gli ha dato dell'”energumeno tascabile” e Brunetta si è risentito accusandolo di razzismo. Ebbene, politicamente Brunetta è un energumeno e basta. Non tascabile, ma addirittura oversize (fuori misura: ndr). E lo diciamo anche per rispetto dei tanti altri brevilinei italiani (i tascabili appunto) che cercarono di riscattare l’avarizia della Natura con l’iperdinamismo. Basta ricordare Fanfani e Longanesi, il quale per esempio diceva di essere nato «nel secolo decimo nano», e di «passeggiare avanti e indietro… sotto il letto». La differenza non è tra longilinei e brevilinei, ma tra permalosi e ironici; non tra giganti e nani, ma tra saggi e fanatici.

Detto questo, torno alla realtà odierna di un ministro Pdl il quale si permette pubblicamente, (ripreso da tutti i media italiani e internazionali): “(…) ce l’ho con gli esponenti di quella sinistra politica, culturale e sindacale di merda (sic!) che stanno organizzando un colpo di stato e che devono andare a morire ammazzati”.

Molto educato e gentile, non c’è che dire!

Torno poi all’articolo su La Repubblica di Francesco Merlo:
“Il ministro della scortesia ha ideato la legge che finalmente lo mette fuorilegge. È la legge «che imporrà la cortesia e la gentilezza a tutti i dipendenti pubblici», ha spiegato ieri in televisione il ministro più scortese d’Italia. E tutti abbiamo pensato che Brunetta avrebbe aggiunto:
«ovviamente, a partire da me».
Nessuno più di lui ha infatti bisogno di una proibizione e di una sanzione per essere educato. Insomma ci sembrerebbe giusto che Brunetta fosse punito quando dice che «i pubblici impiegati sono fannulloni», «i poliziotti panzoni», «l’associazione magistrati è un mostro», «Roberto Rossellini era fascista» Non è che vogliamo pene severe, per carità. Ci basterebbe che per ogni oltraggio, per ogni eccesso e per ogni volgarità al ministro fosse imposto, come nelle buone scuole di un tempo, di scrivere un proponimento sul quaderno degli asini. Per cinquecento volte: «Non dichiarerò mai più che i registi sono parassiti». Per mille volte:
«Non dirò più che la sinistra deve andare a morire ammazzata». Per mille e cinquecento volte: «Non far più il fantuttone assatanato».

«E l’Italia di oggi? Basta pensarci un attimo per rendersi conto che non esiste legge nè corte marziale che d’imperio possano riempire gli uffici pubblici e ovviamente anche il Parlamento e il governo di affabilità, di cortesia, di buona educazione, di ironia e magari anche di allegria. Allo stesso modo è sbagliato farsi illusioni su Brunetta: non c’è sanzione che potrebbe educarlo, non c’è divieto che possa fermare la sua escalation, il suo odio, il suo bisogno di risarcimento, la sua voglia di offendere quelli che dovrebbe invece governare. «Lo so disse compiaciuto a Gente nel settembre del 2008 sono un ministro che per natura ha il “vaffa” facile». E va bene che Brunetta incarna il paradosso psicoanalitico del riconoscersi per disconoscersi, del colpire negli altri quel che coltiva in se stesso, ma il malessere degli uomini non si sanziona per legge”.

L’ottimo giornalista che questa settimana è anche conduttore di “Prima pagina”, il programma di Radio 3, in onda dalle 7,15 alle 8,45, mi trova d’accordo su ogni punto.

Si sparge “fumus” per non far rivolgere l’attenzione al problema della crisi economica, a quello dei tagli alla ricerca e alla cultura in generale, ai giovani che rifiutano di guardare alla politica, che non trovano sbocchi lavorativi e di conseguenza si vedono costretti ad allungare i tempi di vita in famiglia perché non hanno la possibilità di crearsene una propria…..
Purtroppo se non si cambia “registro” la nazione andrà (se non è già arrivata) allo sfascio totale.

Spero solo di essere troppo pessimista.

2 Risposte to “Brunetta, il ministro della scortesia, impone la gentilezza, per legge, agli impiegati”

  1. Maria Teresa Says:

    E se, invece, fossimo dei gran maleducati e un Vaffa….. glielo dicessimo TUTTI insieme?

  2. Gabriella Raffaele Says:

    Serve l’arma del voto che purtroppo, per tanti motivi è spuntata, e chissà per quanto lo sarà…………
    ciao
    Gabriella

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