Ah Radio 3 !

Premetto che amo moltissimo ascoltare la radio, ma difficilmente mi sintonizzo su altre reti che non siano Radio 3 . Sì Radio 3 è la mia preferita. I programmi che manda in onda sono molto interessanti culturalmente validissimi, le musiche splendide. Poi attraverso  Fahrenheit   esalta il valore del libro; ci offre altresì  grandi spazi sui problemi del mondo…

Potrei continuare ancora, ma preferisco smettere anche perché qualche volta ho dovuto riconoscere che qualche pecca  si può pur trovare…

È il caso di questa mattina durante l’ottimo programma delle 7,15, “Prima pagina”, condotto per questa settimana dal giornalista Giannantonio Stella.

Devo però fare un’altra premessa: ritengo che tutto il polverone innalzato sull’argomento della separazione tra Berlusconi e la Lario non mi interessa e non mi riguarda, forse mi innervosisco (e nemmeno più di tanto) quando Berlusconi afferma che è tutta colpa della sinistra (?)

Torno a Prima pagina. Questa mattina dalle 7,15 alle 7,55, il giornalista non ha fatto altro che parlare di questo evento, come se tutti i problemi dell’Italia fossero risolti.

Ha dedicato poi gli ultimi 5 minuti ad altri eventi tra cui, bontà sua, la netta vittoria del centro-sinistra a Trento (il sindaco Andreatta è stato eletto con il 64% dei suffragi)

Ma, ripeto, Radio 3 rimane la mia preferita. Ed è proprio durante il programma di stamane che è stato letto  un articolo  di Massimo Gramellini che riporto qui di seguito integralmente perché davvero gustoso:

“Il Cinque maggio”

“Lei fu. Siccome celibe – dopo il nuzial raggiro – stette Berlusca immemore – curvo sul suo Tapiro.

Gentile Cavaliere senza dama ma giammai sotto scacco, se riproduciamo con qualche aggiustamento la prima strofa dell’ode dedicata al suo predecessore corso, non è solo per rendere omaggio al teatro Manzoni di sua proprietà: quel tal Sandro autor di un romanzetto ove si parla di promessi sposi (e mai una volta di divorziati, che bigotto). La vera ragione che ci spinge a entrare in concorrenza con il vate Bondi è il desiderio di scongiurare la sua deriva a sinistra. Sua non di Bondi, che a sinistra ci è già stato una volta da giovane e ha promesso di non farlo mai più. Sua di lei, gentilissimo Cavaliere con tante dame a prova di smacco. Come ha potuto contrarre il virus comunista della dietrologia? Per anni ha ironizzato sull’abitudine dei rossi di immaginare complotti alle loro spalle. E adesso ci tocca sentirla dire che la decisione di sua moglie sarebbe stata ispirata da un sobillatore, da un Grande Vecchio che manovrando gli umori biliosi della signora punterebbe a danneggiare lei, l’Eterno Giovane. Davvero pensa che dietro la fine di una relazione, che a quanto ci è dato di capire era finita da un pezzo, possa esserci un intrigo politico? Davvero pensa che le spettatrici del Tg4 smetteranno di votarla perché una donna che hanno sempre trovato antipatica si accinge a chiederle gli alimenti? Davvero pensa che quegli smemorati degli italiani, quando fra un mese si andrà alle urne, ricorderanno ancora questa storia? Ai posteri l’ardua sentenza.”
5-maggio-gramelliniradio-31

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