Radici tosco-campane

Vivo a Napoli, la città mi piace molto per cui la difendo da attacchi ingiusti e razzisti che provengono dal Nord, ma devo ammettere che vivere nella nostra bellissima città non è facile e purtroppo sempre più spesso noi cittadini siamo “travolti” dai suoi problemi.

Evito di parlare di spazzatura perché ne è stata fatta un’ignobile propaganda ai danni di una delle maggiori risorse della città: il turismo. Mi chiedo solo questo: perché le televisioni da parecchio tempo evitano accuratamente di far vedere le immagini nauseabonde dei mesi scorsi mentre invece la nostra periferia subisce ancora questa situazione con l’aggravante di un caldo di scirocco che non ci abbandona?

Perché? Io lo so e voi?

Ultima nota napoletana prima risalire l’Italia fino alla Toscana: il fattaccio dei tifosi violenti. E’ una cosa che mi rattrista molto, visto che un tempo era molto nota e ammessa da tutti, la correttezza degli sportivi del S. Paolo…

Ma ora desidero parlare di Porto Ercole perché, pur essendo napoletana che sento fortissime le mie radici nell’Argentario sede del delizioso centro. Infatti mi è stato inculcato dalla mia famiglia un grande amore per questo posto fantastico (mia madre è nata in un casale a Porto Ercole, alle falde della collina di Forte Filippo e poco lontano dal porto di Cala Galera che è stata, prima che le cambiassero i connotati, la splendida spiaggetta della mia infanzia. Entrambi i miei genitori riposano nel cimiterino luminoso, coloratissimo di fiori e molto vicino al mare).

Ma procediamo con ordine.

Porto Ercole, oltre a possedere un patrimonio naturalistico di prim’ordine, è ricchissima di storia: ne sono testimonianza, tra l’altro, le tre fortezze spagnole che la sovrastano: Forte Filippo II, Forte Stella e la Rocca spagnola. Al di sotto di quest’ultima ancora oggi si può ammirare quel grappolo di case, alla cui sommità è la chiesa di S. Erasmo, che costituiscono il primo nucleo del centro storico. Il paese è stato la località più importante dello Stato dei Presìdi spagnolo. La prova è quel grandissimo affresco nel Salone dei Cinquecento in palazzo Vecchio a Firenze: “La presa di Porto Ercole” di Giorgio Vasari che si riferisce alla conquista del territorio da parte delle truppe spagnole nella memorabile battaglia del 10 giugno 1555.
La costa dell’Argentario è di una bellezza strepitosa, si susseguono spiaggette deliziose ad alti dirupi, e insenature bellissime; grotte piccole dai riflessi coloratissimi (come la grotta azzurra) e immensi antri ricchi di stalattiti e stalagmiti (come la cala dei Santi); spiagge dotate di sabbia ma anche di scogliere come le Viste, le Cannelle o la “Spiaggia lunga”. E gli isolotti che circondano il promontorio? L’isola Rossa dal fondale splendido, l’Argentarola dai riflessi fantastici, l’Isolotto con il suo delizioso codino………
Ma l’Argentario vanta anche, un po’ più al largo delle sue coste, isole il cui soggiorno lascia un ricordo indelebile: il Giglio e Giannutri.

Vorrei far sapere inoltre a chi non c’è stato che l’Argentario è un promontorio di poco più di 600 metri, legato alla terra da due strisce di sabbia: i tomboli. Il primo, quello della Feniglia, costituito dalla spiaggia omonima e da una lunghissima pineta ricca di fauna tra cui tanti deliziosi scoiattoli che, senza paura si avvicinano alle persone.

Anche qui possiamo evidenziare un altro fatto storico: sulla spiaggia della Feniglia, nel 1610, è stato ritrovato il corpo del grande pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, probabilmente caduto da una nave. Una stele con una suggestiva scultura ne ricorda l’evento in pineta.

L’altro tombolo è quello della Giannella. Anche qui c’è una lunga spiaggia, ma al centro è stato asfaltato e risulta uno dei due collegamenti alla terra ferma. Fra i due tomboli c’è la laguna di Orbetello e al centro il Comune omonimo. Un lungo ponte detto “la diga” collega Orbetello all’Argentario.

C’è la possibilità di salire al Monte e di godere della vista dei tomboli, di Orbetello e di Porto Ercole con i suoi tre Forti, l’Isolotto, il porto naturale e quello di Cala Galera. Nel versante opposto si può vedere dall’alto l’Isola Rossa con le coste circostanti e da lontano il Giglio. Nelle limpide giornate invernali da questo punto si può intravedere l’isola di Montecristo e, molto di rado, addirittura la Corsica.

Concludo con una notazione sulla “mia” Porto Ercole.

Al tramonto, se ci si trova a passeggiare sul lungo braccio di fronte al porto, in un punto che vede la montagna, c’è un attimo in cui il mare assume un aspetto intensamente argentato:

è un istante di magia…

Gabriella Raffaele

3 Risposte to “Radici tosco-campane”

  1. NANNI Says:

    CARA GABRIELLA
    Complimenti per il tuo Blog.

    Sono molto contento di come hai descritto L’Argentario,e delle belle foto, in particolare que vecchio casale ed oltre alle bellezze naturali ,anche le vecchie fortezze SPAGNIOLE DELLO STATO DEI PRESIDI.
    Il ricordo alla spiaggia di Cala Galera mi ah portato in dietro nel tempo,quando per bagnarci dovevamo passare sopra ai mucchi di alge ma allora era una spiaggia selvaggia con i profumi di mare ,che oggi li rimpiangiamo,ma purtoppo i tempi sono cambiati ed anche certi paesaggi.

    tanti cari saluti

    nanni

  2. alberto Says:

    Come al solito ci hai dato con il tuo squarcio toscano un istante di magia di cui ti ringraziamo e chissà se insieme non potremo gustare di queste meraviglie.
    Come al solito però non ci troviamo sulla stessa sintonia per la nostra disgraziata città che non presenta solo la spazzatura e i violenti ( leggi semplicemente teppisti) ma sopratutto una classe politica, tecnica e intellettuale che è la vera peste di Napoli : la prima ( accomunando destra e sinistra ma sopratutto quest’ultima che ha avuto in mano le redini del potere per ben tre lustri)) che ha pensato solo ad impadronirsi di tutte le leve del potere,, i secondi che per far carriera si sono appiattiti sui mpolitici ; e infine gli intellettuali che quando dovevano parlare sono stati prudentemente zitti ed ora che è cambiato il vento per spirito di casta sollevano il polverone. Ma nonostante tutti questi squallidi personaggi Napoli, ritornerà ad essere la città di Partenope

  3. Franco Says:

    solo un ciao dal tuo amico
    Franco

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